Blog Chimera Star / Arte del Cinema

Cantastorie Digitali

“Risorgere dalle ceneri Neorealiste”.

Può aiutare osservare come i grandi maestri del cinema neorealista hanno utilizzato la loro arte quale strumento d’indagine con cui scavare a fondo per cogliere l’intimità delle cose e ricostruirne il significato. E porre un’attenzione ancora maggiore per individuare il punto di svolta,  la nascita del rinnovamento narrativo adeguato alla messa in scena di una “realtà quotidiana”, che si esprime comunicando con il linguaggio della vita stessa. Ogni cosa, animata e inanimata, è costituita da particolari infinitesimali, è presente nello spazio che la circonda e nel tempo, da qui le relazioni, la storia. La corrispondenza con i singoli fotogrammi, racconti tra inquadrature e sequenze è fin troppo evidente. In effetti, tra le arti figurative quella del cinema non si limita a dare la possibilità di raccontare per immagini ma offre anche una dimensione temporale, uno scorrere del tempo fondamentale per l’associazione del naturale stato psicologico in cui l’osservatore si riflette e certamente è proprio questa la caratteristica sensoriale che può fare la differenza.

Si tratta dunque di saper creare un tracciato stilistico, un campo fertile di coinvolgimento emotivo con un “inizio” e una “fine”? Condurre l’osservatore nella direzione prevista dalla sceneggiatura anche se destrutturata?

La storia del cinema spiega come il neorealismo italiano nel suo periodo storico abbia contribuito in modo decisivo alla formazione di una nuova identità nazionale. I “cantastorie” del dopoguerra hanno partorito l’idea di attingere da fatti e ambienti socio-politici, abbandonare gli studi di posa, proporre la presenza di attori non professionisti, studiare nuove tecniche di ripresa e montaggio. Hanno fatto li primo passo verso lo spettatore invitandolo a interagire con la propria condizione sociale.

A tutt’oggi, nell’era del digitale, dove la tecnologia si accorda con la capacità espressiva su vasta scala, si sviluppa una quantità infinita di idee visive non soggette necessariamente al sistema dell’industria cinematografica. Lentamente ma inevitabilmente stanno risorgendo dalle ceneri neorealiste “cantastorie digitali” pronti a svelare realtà nascoste dalla comunicazione ufficiale, magari adottando soggetti “probabili-verosimili” e a contribuire, ancora in modo decisivo, alla formazione di una identità globale attraverso un NUOVO neorealismo.

To be continued.

Graziana Forzoni

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Graziana Forzoni

Regista e Filmmaker indipendente

2 Comments

  1. Ciao Graziana, sono Lisa e la mia passione è individuare luoghi dove siano avvenute storie particolari. Nel corso delle mie ricerche ne ho trovati alcuni che potrebbero corrispondere a quello che tu scrivi in questo articolo e mi piacerebbe avere un tuo parere.

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    • Piacere di conoscerti Lisa, quello che tu proponi mi interessa molto. Se vuoi, puoi inviarmi del materiale che potremmo condividere nel blog dedicando un articolo alle tue scoperte. Grazie!

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